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Nobili veneziani con Tabarri e maschere (Pietro Longhi)
 

Nel 1600 a Venezia il tabarro caratterizzava la classe dei semplici cittadini detti appunto "da tabarro". I nobili usavano la toga. Ai giovani patrizi però piaceva questo indumento così pratico soprattutto per le loro avventure notturne. Ma il governo Veneto avversava tale moda Dama Veneziana con Tabarro e mascheracomminando sanzioni gravi. Solo nel 1762 non fu più considerato reato per i nobili girare con il tabarro anche se da molto tempo questo era diventato di gran moda. Moda che conquistò anche le dame che vollero servirsi esse pure del tabarro che colle sue belle pieghe e i suoi pittoreschi panneggi poteva aggiungere maestosa grazia ad un snella figurina femminile.

E' il '700 quindi il secolo del tabarro soprattutto nel Veneto. Esemplari perfettamente conservati si possono vedere al Museo Correr e a Palazzo Mocenigo a Venezia e nitidissime immagini si vedono in molti quadri raffiguranti la vita della città e dei suoi personaggi.

A Venezia celeberrimo era il tabarro da maschera , nero e ricco, lungo alla caviglia, sopra il quale si indossava la bauta, pure nera e la larva, maschera bianca che copriva buona parte del volto. Completava il travestimento il cappello nero a tre punte il tricorno. Il tabarro era apprezzatissimo da uomini e donne per nascondere l'eleganza sontuosa dei vestiti e dei gioielli proibiti dalle leggi della Repubblica. Inoltre garantiva l'anonimato per merito delle stesse leggi. L'identità era segreta e cosi uomini e donne si permettevano di vivere esperienze lussuriose oltre ogni limite. Persino "preti e monache per forza" usavano il tabarro da maschera per erotiche avventure e licenziosi incontri. Sotto di esso potevano nascondersi "la più gran nobiltà, la plebe più vile, e i delatori più insigni".

   

I veneziani distinguevano il tabarro comune da quello in maschera.

I nobili si distinguevano dai borghesi col portarlo di sgargiante color scarlatto in piacevole contrasto con la parrucca bianca e bionda. altri colori erano il nero, il grigio, il blu, d'estate il bianco.

Nobile con tabarro rosso (Francesco Guardi)  

 

L'allacciatura spesso era fatta con una fibbia d'oro che rappresentava due zampe di leone.

Nel primo '800 il tabarro era ancora di moda soprattutto per il gran freddo. I dandies francesi, infatti, riscoprirono il vecchio tabarro dei pastori e lo riproposero in velluto foderato di raso bianco.

Nel meridione d'Italia, il tabarro nero e lungo era riservato a persone di grande considerazione. I popolani usavano quello grigio e marrone fatto di mezza lana e infeltrito; indossare quello nero era quasi una sfida.

A Venezia portare il tabarro lungo e a ruota completa era come un punto d'arrivo per una persona.

Tra alterne fortune il tabarro sopravviverà per tutto il secolo, pure contrastato dall'affermazione di nuovi tipi di soprabito.

Tabarri dell'Ottocento

   
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